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sabato 24 marzo 2012

Riassunto del 4 capitolo de "Il Corpo nel Medioevo"

Il corpo nel Medioevo diviene una metafora, ma già nella Repubblica, Platone aveva proposto un modelli organicista per la sua <<città ideale>>, distinguendo la testa (il filosofo re) dal ventre (gli agricoltori) e dai piedi (i custodi).
Parallelamente si sviluppa l’analogia tra il mondo e l’uomo, che diviene una microcosmo.
Le metafore corporee nel mondo antico si erano articolate principalmente attorno al sistema caput-venter-membra (testa-visceri-membra), anche se, chiaramente, anche il petto (pectus) e il cuore (cor), in quanto sedi del pensiero e del sentimento, venivano utilizzati in chiave metaforica.
Tra i visceri il fegato ha svolto un ruolo simbolico di particolare rilievo.
Nel sistema della simbologia corporea, la mano assume nel Medioevo un ruolo eccezionale, rappresentativo delle tensioni ideologiche e sociali dell’epoca.
Le concezioni organicistiche della società basate su metafore corporee, che utilizzano sia parti del corpo sia il funzionamento complessivo del corpo umano o animale, hanno origine dal mondo antico.
Il sistema cristiano delle metafore corporee di basa principalmente sul binomio testa/cuore.
A cavallo tra il XIII e XIV secolo si svolge un’interessante episodio relativo all’utilizzazione politica delle metafore corporee.
In un trattato anonimo, Rex Pacificus, compilato nel 1302 da un sostenitore del re, la metafora dell’<<uomo-microcosmo>> venne utilizzata in modo particolarmente interessante.
Secondo il trattato, l’uomo, microcosmo della società, possiede due organi principali: la testa e il cuore.
Il papa è la testa che dona alle membra, cioè ai fedeli, la vera dottrina e li impegna a compiere azioni meritevoli. Dalla testa partono i nervi, che rappresentano la gerarchia ecclesiastica che unisce le membra tra di loro e al loro capo, Cristo, di cui il papa è vicario, oltre a garantire l’unità della fede.
Il principe è il cuore da cui partono le vene che distribuiscono il sangue; ed essendo proprio il sangue l’elemento vitale per eccellenza, il più importante dell’intero corpo umano, ne risulta che le vene sono più preziose dei nervi e che il cuore prevale sulla testa. Il re è quindi superiore al papa.
Il sovrano del corpo è quindi il cuore, cioè il re.

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