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mercoledì 7 marzo 2012

L'adolescenza


Prima dell’adolescenza non è possibile il pensiero astratto, cioè finché non si arriva al periodo delle operazioni formali.
Prima degli anni 11-12 circa il ragazzo non utilizza il ragionamento per assurdo, quale pensiero di livelli più alto raggiunto dall’uomo.
Le grandi scoperte vengono infatti fatte dai geni solitamente durante i loro 20 anni, questo perché il pensiero operatorio formale è al suo massimo sviluppo in questo periodo, non è quindi ancora affatto deteriorato.
Gli adolescenti, da bambini che erano e che guardavano gli adulti come Dei che riuscivano a pensare cose a loro sconosciute, arrivano a vederli alla loro pari, sia per la crescita fisica sia per la crescita psicologica.
Gli adolescenti hanno spesso divergenze con gli adulti essenzialmente per due motivi:
-         per i loro diversi pensieri e obiettivi
-         per la delusione che ora il “Dio”, cioè l’adulto, crea nell’adolescente, il quale ora crede che esso l’abbia proprio in questo difficile momento abbandonato
Durante il periodo adolescenziale inizia nella mente del ragazzo a comparire la categoria della possibilità; di conseguenza l’adolescente acquisisce il gusto delle disquisizioni intellettuali, cioè commentare e ragionare su tutto.
La possibilità porta però, ansia e irrequietezza, ma porta inoltre l’adolescente a capire che mentre faccio una cosa è possibile farne anche un’altra.
Esiste proprio una malattia del dubbio, perché decidere significa accettare le varie possibilità che esistono e accettare la responsabilità.
Infatti scegliere una possibilità significa scegliere qualcosa che non è detto che si realizzi.
L’adolescente usa la fantasia sia come fuga dalla realtà, sia per riempire i vuoti che si sono creati tra ciò che prima era certezza.
È necessario distinguere la pubertà dall’adolescenza, in quanto la prima è costituita dai cambiamenti corporei, mentre la seconda si riferisce a come i cambiamenti corporei vengono vissuti. Inoltre l’adolescenza va dal momento in cui l’individuo è biologicamente maturo (può procreare) al momento in cui  in grado di entrare nella società.
Ci sono 4 principali motivi delle difficoltà adolescenziali ad accettare se stessi:
-         i cambiamenti dell’adolescente sono diversi rispetto a quelli subiti fino a quel momento; infatti sono qualitativi e non quantitativi
-         in questi cambiamenti c’è una forte differenza interindividuale, cioè si differenziano da persona a persona
-         questi cambiamenti sono inoltre molto veloci, repentini, rapidi e non graduali
-         nel corpo dell’adolescente si mischiano parti fisiche già sviluppate da adulto e parti ancora da sviluppare; anche per questo è ancora più difficile accettare il proprio corpo
L’angoscia è infatti anche quella di trovare cambiamenti ch rendono brutti e questa preoccupazione molto comune se molto grave è chiamata “sindrome dismorfofobica”.
Nell’adolescenza avviene anche una crisi d’identità: la percezione del sé è diversa e parte anch’essa dalla trasformazione del corpo.
In alcune culture sono presenti dei veri e propri riti di iniziazione del ragazzo, con i quali è proprio la società a definirlo adulto. Nella nostra società non ce ne sono molti, ed è proprio questa una delle cause principali dei tanti problemi adolescenziali della nostra cultura occidentale.
Il rito è formato da 3 fasi essenziali:
1-    nel primo momento dell’adolescenza gli amici e i parenti pensano che il ragazzo sia in pericolo, perché deve fare questo rito di iniziazione
2-    nella seconda fase gli iniziandi sono come messi all’interno di un cerchio (che ricorda il feto materno) in cui devono superare alcune prove culturali, intellettive e anche corporee
3-    nella terza fase gli iniziandi sono proclamati adulti e possono tornare alle loro famiglie

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